EDIZIONE 2026


I concorrenti dell'11^ edizione

ANTONIO PIO
CAMPANELLA

35 anni
Pizzeria L'Arciere
Pisa


C'è chi la pizza l'ha scelta: lui ci è praticamente nato dentro. Da bambino voleva andare a tutti i costi nella pizzeria di famiglia, La Nuit, e da un angolo guardava il papà lanciare l'impasto in aria e la mamma cuocerlo alla perfezione. Oltre vent'anni dopo, quella magia è diventata L'Arciere, la sua pizzeria di Pisa. Solare, altruista e gran lavoratore ma anche permaloso, istintivo e testardo accoglie di persona perfino i clienti 'un po' così' e finisce sempre con un sorriso. Non insegue le mode gourmet: preferisce far riscoprire le pizze della tradizione, perché una margherita fatta bene resta imbattibile, magari accanto alle eccellenze della sua Basilicata, dal peperone crusco ai funghi cardoncelli. Il suo sogno? Portare la sua pizza e la sua passione nel mondo. Nella sua pizzeria nessuno resta fuori: napoletana contemporanea, senza glutine, integrale e ai cereali, con scelte per vegetariani, vegani e per tutte le tasche. Nel tempo libero ama la famiglia, gli amici, il cane, la palestra, il calcio e i viaggi. Perché, come dice il motto che ha scelto, 'Se puoi sognarlo, puoi farlo'.

MICHELA
CARBONE

31 anni
Pizzeria Napoli

Alpignano (TO)


Michela Carbone ha scoperto la passione per la pizza tra le mura della pizzeria di famiglia: figlia di un pizzaiolo napoletano, da bambina l'impasto era il suo gioco preferito e, dopo il diploma di ristorazione, è diventato il gioco della sua vita. Napoletana di nascita e piemontese d'adozione, da undici anni pizzaiola, è titolare della Pizzeria Napoli di Alpignano, dove intreccia la tradizione partenopea con i sapori della sua nuova terra come nella 'Mole Vesuviana', la pizza che ha trionfato al Campionato del Mondo. Determinata, solare e perfezionista, crede che l'impasto sia l'anima di tutto e che la qualità meriti tempo e rispetto. Il suo sogno resta uno: vincere Master Pizza Champion. In gara porta una strategia fatta di organizzazione, lucidità e identità: la tecnica è fondamentale ma davanti ai giudici a fare la differenza sono la gestione della pressione, la concentrazione e soprattutto, il cuore messo in ogni singola sfida. Perché come le ha insegnato suo papà senza il cuore l'impasto non lievita.

STEFANO
COLOMBO

30 anni
Lovre - Pizzeria Contemporanea

Lovere (BG)

Per Stefano tutto è iniziato per necessità: durante il Covid, rimasto senza pizzaiolo nel ristorante appena aperto, ha imparato da solo, impasto dopo impasto. Cuoco di formazione, ha capito presto che la sua strada era unire la panificazione alle tecniche di cucina, trasformando la pizzeria in un laboratorio di fermentazioni, essiccazioni ed estrazioni. Oggi, dopo sei anni a Lovre, pizzeria contemporanea, quella scommessa è diventata identità. Determinato, curioso e creativo, crede che ogni ingrediente debba avere un motivo per essere lì come nella sua 'Orto di Jimmy', la pizza che non si legge sul menù ma si racconta al tavolo, seguendo le stagioni. Non ama i pregiudizi di chi non si lascia sorprendere, ma sogna di lasciare un segno e fare di Lovre un punto di riferimento della pizza contemporanea. Perché, come dice il suo motto: 'La passione ti fa iniziare, la ricerca ti fa crescere'.

ANDREA
DE STEFANO

53 anni

The Barrel

Morano Calabro (CS)

Più che una passione, per Andrea la pizza è stata all'inizio una scommessa: nel suo bar in Basilicata i clienti gli parlavano di continuo della pizza di un tempo, e lì ha capito quanto questo piatto sappia legarsi ai ricordi delle persone. Da quella voglia di ricreare la magia di un prodotto memorabile è nato il percorso che oggi lo porta alla pizzeria The Barrel di Morano Calabro. Meticoloso, perfezionista ed estroso pregi e difetti insieme come ammette lui stesso, non conosce mezze misure: se una pizza esce al 99%, si fissa sull'1% che manca. La sua filosofia è l'onestà: ingredienti eccellenti e rispetto per i tempi dell'impasto, come nella 'Moranella', la pizza che intreccia i sapori di Calabria e Basilicata. A Master Pizza Champion porta la sua visione del 'piatto pizza', il connubio perfetto tra impasto e topping, e una certezza: le cadute non lo hanno fermato, lo hanno reso l'artigiano che è.

ROCCO
DI MARTINO

30 anni
Picciò
Pizzeria Contemporanea

Sant'Alessio Siculo (ME)

Pizzaiolo da 4 anni, cuoco di formazione, ha scoperto l'arte bianca durante le stagioni ai fornelli, quando nel tempo libero si cimentava con pane e pizze. Da lì non ha più smesso: della pizza ama la magia di trasformare acqua, farina e lievito in qualcosa di autentico, la felicità negli occhi di chi assaggia e l'adrenalina del servizio. Determinato, appassionato e con un'etica ferrea, porta il criterio dello chef in pizzeria, con topping elaborati e materie prime del territorio, dal pomodorino giallo della Piana del Sele al caciocavallo di grotta. Si mette alla prova con la pizza in pala, in teglia e senza glutine, trasformando lo stress in energia pura. Il suo sogno? Scrivere un libro con le ricette delle nonne rielaborate in chiave moderna. Perché, come dice il suo motto, 'Addò c'è gusto nun c'è perdenz' (Dove c’è gusto il tempo non è perso).

VINCENZO
ESPOSITO

35 anni
Infermenta

Cassano Magnano (VA)

Pizzaiolo da 13 anni, ha scoperto questo mestiere per gioco: un corso frequentato con un caro amico gli ha trasmesso l'amore per la pizza e ha trasformato in realtà un sogno coltivato fin da bambino. Crede che in questo lavoro non si smetta mai di imparare e la sua filosofia è la ricerca dell'innovazione nella tradizione, con prodotti che arrivano ogni giorno dalla Campania, come il fiordilatte di Agerola e la bufala campana dop. Il suo motto arriva dritto dalla sua terra: 'Vott' e mman!' - datti una mossa - e lo usa per spronare il team, la sua vera forza insieme ai clienti che scelgono di vivere l'esperienza di Infermenta. La più richiesta, da oltre dieci anni, è la 'Vulcano': pomodoro, burrata fresca, crudo 24 mesi e pesto di basilico, la semplicità che conquista. Realizza la sua versione della napoletana contemporanea e si diletta con teglia, pala e senza glutine, con un sogno preciso: vincere il Campionato Mondiale di Parma nella categoria Classica.

DOMENICO
FIUMARA

39 anni
Pizzeria Le 5 Torri

Imperia

Pizzaiolo da 15 anni, la passione l'ha respirata da bambino guardando la nonna e la mamma impastare, poi ha fatto tutto da solo: studio, esperimenti e notti insonni, fino a trasformare quella curiosità in una vocazione. Autodidatta per orgoglio, il suo motto è 'Tutto io devo fare', oggi è titolare della pizzeria 'Le 5 Torri' di Imperia, dove trasforma acqua e farina in emozione con impasti ad alta idratazione. Determinato, positivo e passionale (ma testardo e disordinato, parola di sua moglie), sotto pressione mantiene la calma e cura ogni dettaglio in modo maniacale. La più richiesta in pizzeria è 'L'acciughina', un omaggio alla sua Liguria: pomodoro, acciughe dissalate sott'olio, crema di bufala e ciuffi di pesto. La sua filosofia è fatta di ricerca, tecnica e genuinità, con le eccellenze del territorio come olive taggiasche, basilico fresco e zucchine trombette. Si mette alla prova con pala, senza glutine, cereali e lievito madre, con un obiettivo che è anche una rivincita: dimostrare che un autodidatta può arrivare in alto, magari con la pizza dessert più buona del mondo.

JURI
LOTTI

50 anni
Pizza Alla Fara

Bergamo

Juri arriva da una terra che impasta da sempre, ma con la piadina: romagnolo di Faenza, alla pizza ci è arrivato da adulto per una sfida personale, frequentando il suo primo corso da pizzaiolo nel 2019 con la voglia di creare qualcosa di suo. Oggi è titolare della Pizzeria Alla Fara di Gorle, nel Bergamasco, dove ha costruito un prodotto dall'identità precisa e riconoscibile: una pizza sottilissima e croccante, senza il classico cornicione, diversa da quella che il cliente si aspetta. Determinato, curioso, creativo e 'senza difetti', scherza, salvo poi ammettere di essere testardo, perfezionista e un po' troppo autocritico, sceglie gli ingredienti partendo dal proprio gusto e valorizza il territorio con taleggio, porcini e pancetta. Non sopporta chi decide come dev'essere una pizza prima ancora di assaggiarla, ma il suo sogno è chiaro: far crescere la sua pizzeria, confrontarsi ad alto livello e dimostrare alle sue figlie e a sé stesso fin dove si può arrivare. Perché, come dice il suo motto, 'Se fai una cosa, falla al meglio delle tue possibilità'.

CLAUDIO
PANCIOCCO

47 anni
Risto Pizza Express

Pontecorvo (FR)

Claudio è pizzaiolo da 10 anni. Ha scoperto questo mestiere in famiglia, grazie ad alcuni parenti che avevano una pizzeria, e da allora la sua parte preferita del lavoro è la creazione degli impasti. Costante, preciso e rispettoso, non sopporta la fretta di certi clienti; ammette di arrabbiarsi facilmente e di voler tenere tutto sotto controllo, ma il suo motto: 'Aiutare gli altri' racconta chi è davvero. Il forno è il suo punto forte, la cucina la sua seconda anima: se non facesse il pizzaiolo, sarebbe cuoco. Nel suo locale, Risto Pizza Express di Pontecorvo, la regina è la Margherita, ma la sua firma è la classica con porchetta, patate e scamorza. Realizza teglia, tonda e pala e si mette alla prova con la pizza contemporanea, forte dell'arma che considera decisiva in gara: la calma. Il suo sogno? Conoscere sempre più persone nel mondo della ristorazione.

GREGORIO
PARIETTI

40 anni
A Bimbotto

Vorno (LU)

La passione di Gregorio è nata in casa, la domenica, quando il papà sfornava pizze e cecina nel forno a legna. Da lì le feste paesane e il confronto con i grandi maestri campani, fino a fare della pizza un vero passaporto per viaggiare e lavorare nel mondo. Del suo mestiere ama il fuoco vivo, i sorrisi della gente e i profumi appena usciti dal forno. Carismatico, socievole e solare anche se, ammette, fa sempre tardi e si scorda cosa era andato a prendere, vive con un motto: 'Che il problema sia la soluzione'. Il suo sogno? Esportare la maestria dell'arte bianca nel mondo, facendo sentire ovunque i profumi dell'Italia. In pizzeria la più richiesta è la 'Mirella', con bufala, capperi e pomodorini, ma la sua regola è il chilometro zero ovunque si trovi: salsicce in Toscana, mozzarella e caciocavallo in Campania. Realizza la classica toscana e la spianata al mattarello cotta nel forno a legna, il suo regno, e si mette alla prova con la pala e la senza glutine. Se non fosse pizzaiolo lavorerebbe nella pubblicità e nella creazione di contenuti ma per il momento coltiva un'altra passione: la permacultura, con le mani nella terra come nell'impasto.

NICOLA
SARDELLA

58 anni
Nicola Sardella Pizza d'Autore

Teramo

Trentasette anni di farina sulle mani e ancora la curiosità del primo giorno. Nicola Sardella ha imparato il mestiere guardando il cognato impastare e inventare farciture, e da allora non si è più fermato: i periodi morti, del resto, sono l'unica cosa che non sopporta. Paziente, perseverante e intraprendente quanto testardo, stacanovista e maniacale, vive secondo un motto che è tutto un programma: 'Finché c'è pizza c'è speranza'. La sua pizzeria si chiama Pizza d'Autore, e non è un caso: la stagionalità è la sua firma, con ventricina teramana, porchetta e zafferano di Navelli lavorati in chiave gourmet, anche se la più richiesta resta la più semplice di tutte, patate a lamelle e rosmarino, senza mozzarella. Spazia dalla tradizione all'innovazione, si mette alla prova con padellino, romana fina e pinzata, e se non facesse il pizzaiolo sarebbe architetto. Ma in fondo, in qualche modo, lo è già: progetta pizze. A Master Pizza Champion arriva con un obiettivo dichiarato, vincere, e una formula essenziale: tecnica e cuore. E se il sogno diventasse realtà, la dedica ha già due nomi: Dio e suo padre.

ALESSANDRO
SCARPELLI

34 anni
Pizzeria Ale e Franz

Taranto

In casa Scarpelli le mani non stanno mai ferme: si coltiva, si alleva, si fanno la salsa, il vino e le conserve. Alessandro è cresciuto così, aiutando fin da piccolo a preparare pane, pizze e focacce, e nella pizzeria di suo padre ha capito che l'arte bianca è un mondo in continua evoluzione. Diciotto anni dopo, alla Pizzeria Ale e Franz di Taranto, quella lezione è diventata metodo: lunghe fermentazioni con lievito madre, grano Carosella, salumi di Martina Franca e latticini di Gioia del Colle. Solare e premuroso, ma pignolo e testardo difende il lato umano del mestiere: il rispetto per il personale e per i clienti è il suo punto forte, e non sopporta chi, in nome della velocità, tratta le persone come robot. In pizzeria la regina è la margherita, perché lascia parlare l'impasto, ma sperimenta di continuo con pinsa, padellino, teglia e persino il panettone, che produce da anni. E il cerchio, un giorno, vorrebbe chiuderlo davvero: aprendo un agriturismo con l'arte bianca al centro.


I giudici

LUCIANO
PASSERI

TIZIANO
CASILLO

IMMA
GARGIULO